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mercoledì 3 aprile 2013

Funerali di Franco Califano


domenica 31 marzo 2013

Il Cuore nel Sesso : La vera storia di Franco Califano

GianMaria Le Mura : Ricerca
"E' stato sempre povero perche' ha sempre aiutato quelli piu' poveri di lui. Come me e mio figlio. Se non ci fosse stato il Califfo il mio bambino oggi sarebbe un completo orfano". A parlare e' Oreste Datti, operaio socialmente utile nel comune di Alatri nel frusinate e imitatore ufficiale del bravissimo cantautore romano. Datti conosce il Califfo da 20 anni e quando 6 anni fa la giovanissima moglie Stefania che aveva appena partorito un bambino, muore stroncata da un male incurabile, e' lui, Franco Califano, ad aiutare l'uomo. Ha battezzato il bambino e gli ha garantito un sussidio mensile che oggi gli consente di andare a scuola alle elementari. "Io non potro' mai dimenticare cio' che Franco Califano ha fatto per me e per la mia famiglia. E' un uomo di grande sensibilita', pur avendo avuto uno stile di vita al di fuori degli schemi, ma questa sua mentalita' non deve riguardare nessuno se non lui stesso. Non penso che abbia chiesto il sussidio per togliere qualcosa alle persone piu' povere. Lui per aiutare i poveri si e' quasi rovinato".
A DOMENICA CINQUE: "SUI SOLDI HO SPUTATO" Franco Califano fa dietrofront: «Non ho mai chiesto la legge Bacchelli. Non ho bisogno di niente. Chi mi conosce sa che sui soldi ci ho sempre sputato». Invitato a parlare a Domenica Cinque dall'amica Barbara d'Urso, il 'Prevert di Trasteverè smentisce di aver chiesto un sussidio statale, come invece aveva raccontato al Corriere della sera e al Tg1. Seduto sul divano della sua casa romana («pago l'affitto, non ho una casa mia»), dice: «Sto bene, a parte le vertebre che mi impediscono di muovermi. Ho il busto. Cinque mesi sono caduto dalle scale. Sono stato a letto per tre mesi». Prima di entrare nel vivo della polemica di cui è stato protagonista, il cantautore romano parla dei suoi rapporti sentimentali: «L'80 per cento dei rapporti sono ipocriti. Io invece prendevo e me ne andavo. Ho sempre lasciato le case alle mie ex compagne». Poi sorprende la D'Urso: «La donna incinta? È il massimo. Mi ha sempre fatto impazzire. Ora diranno 'Califano, 'sto zozzone!'. Ma io non sono capace di fare la persona perbene finta». Poi il dietrofront: «Non ho chiesto nulla. Una sera si parlava di case, di chi ce l'aveva e chi no. Ero l'unico che a non averla, e mi ero appena fratturato le vertebre. Potevo anche non poter cantare e lavorare più. Quattro amici hanno pensato di aiutarmi facendo di testa loro. Ma io i soldi di altri non li voglio, potrei anche smettere di lavorare oggi e campare altri 20 anni senza chiedere niente».

Immediata la reazione dei giornalisti in studio, che citano un suo intervento radiofonico in cui diceva il contrario: «Fatemelo sentire. Io la legge Baccelli - dice storpiandone il nome - l'ho conosciuta in questa occasione. Non ho mai detto di essere povero. Il giornalista che l'ha scritto ha scritto un sacco di fesserie». E poi: «Adesso io dichiaro che non voglio nulla. E se ho detto qualcosa di sconveniente, posso aver sbagliato e chiedo scusa». Commentando poi le accuse dei fan di aver sperperato i suoi soldi, osserva: «Chi mi conosce sa che sui soldi ci ho sempre sputato». A quel punto entra in studio Isabella Biagini, ex bionda della tv anni Sessanta caduta in disgrazia, che esordisce: «Ce vogliono portà all'ospizio, ma noi siamo anime libere». Amica di Califano, ricorda di quando il cantautore accudiva sua figlia piccola. Racconta: «Ho la pensione ma ho lavorato fino a 30 anni fa. Ho provato a chiedere la Bacchelli ma hanno fatto orecchie da mercante. Comunque non la merito, non sono un'artista al livello di Califano». Lo difende: «Lui è sempre stato generoso, ha sistemato tanta gente e non l'ha mai detto. È una persona perbene, ha un cuore così».

«L'unica persona che mi conosce veramente è Isabella e la ringrazio veramente di cuore», interviene Califano, che conclude: «Mi vogliono mettere in casa di cura. Ho regalato tanti di quei soldi, e ora sono sotto processo. Sono odiato perchè ho successo e finchè sarà così, i titoli dei giornali saranno sempre inventati». «Dammi i soldi a me», gli chiede la Biagini: «Una mano te la posso dare. I soldi della Bacchelli dateli alla mia amica Biagini». La quale tra gli applausi commenta: «No grazie, voglio fare la fame, ma essere libera».
"E' povero perche' ha sempre aiutato quelli piu' poveri di lui. Come me e mio figlio. Se non ci fosse stato il Califfo il mio bambino oggi sarebbe un completo orfano". A parlare e' Oreste Datti, operaio socialmente utile nel comune di Alatri nel frusinate e imitatore ufficiale del bravissimo cantautore romano. Datti conosce il Califfo da 20 anni e quando 6 anni fa la giovanissima moglie Stefania che aveva appena partorito un bambino, muore stroncata da un male incurabile, e' lui, Franco Califano, ad aiutare l'uomo. Ha battezzato il bambino e gli ha garantito un sussidio mensile che oggi gli consente di andare a scuola alle elementari. "Io non potro' mai dimenticare cio' che Franco Califano ha fatto per me e per la mia famiglia. E' un uomo di grande sensibilita', pur avendo avuto uno stile di vita al di fuori degli schemi, ma questa sua mentalita' non deve riguardare nessuno se non lui stesso. Non penso che abbia chiesto il sussidio per togliere qualcosa alle persone piu' povere. Lui per aiutare i poveri si e' quasi rovinato".

mercoledì 20 marzo 2013

Ex Ristorante Gastone Roma : Sogni svaniti

 

Ecco cosa rimane del piu’ bel ristorante di Tendenza di Roma- Dopo un viaggio di consulenza e visita a Roma mi ritrovo questa triste realta’ a Piazza Mazzini- Un posto dove ogni festa RAI, apertura palinsesti, chiusura trasmissioni di serial show e feste di reality tv veniva chiusa e festeggiata in questo angolo VIP – Un peccato un oltraggio alla mia vera ristorazione che ho portato avanti per anni – Motivazioni: amministrazioni sbagliate, persone sbagliate al momento sbagliato, e un delirio di denaro scomparso senza sapere il motivo -http://www.romatoday.it/cronaca/arresti-bancarotta-chiusi-bar-farnese-benji.html
Ristorante Gastone Roma
Ristorante Gastone Roma

A Roma inaugurazione di ‘Gastone’, splendido locale di mondanità


A Piazza Mazzini, grande serata tra Vip, bargirls e cuochi rinomati



In linea con le ultime tendenze internazionali, by night & by day, è nato a Roma, in Piazza Mazzini, GASTONE: un locale su 600 metri quadrati e su tre livelli con ristorante, pizzeria e forno a legna, l’angolo della live music, un American Bar open no stop fino a tardissima notte per la gioia dei nottambuli e tavoli all’aperto per le sere sotto le stelle. Questa è la ricetta di Walter Silvestro, già proprietario del Caffè Farnese, del locale Raggio di Sole in piazza Campo de’ Fiori, del Gran Caffè Mazzini.

A curare gli aspetti eno-gastronomici, Mr. Silvestro ha chiamato una équipe di esperti, tutti italiani DOC, a cominciare dal direttore, il romano Giancarlo Aronica, dallo chef siciliano Gian Maria Le Mura, e per finire con il sommelier Francesco Cavicchioli, il pizzaiolo Riccardo Facchielli, i due esplosivi barman, Edmundo Porziani e Michele Lacerensa, mentre un team di splendide ragazze, le Bargirl, offrirà ai tavoli le specialità di Gastone.

Madrine dell’inaugurazione, avvenuta il 19 giugno alle 21.00, sono state Adriana Volpe (la prima ad arrivare con il suo agente) e la bellissima Ornella Muti (l\’ultima ad arrivare nella sezione del ristorante dedicata ai Vip).
Padrino Luca Barbareschi – impegnato ora sul set per la regia e l’interpretazione del suo nuovo film \”Il Trasformista\”, in uscita a Settembre -. L’angolo della live music è stato invece affidato all’intensa voce di Joy Garrison, la cantante amata da John Coltrane, accompagnata da Francesco Puglisi al contrabbasso, da Amedeo Ariano alla batteria e da Claudio Colasazza alle tastiere.


Tanti altri Vip hanno animato la serata: tra loro, le attrici Nadia Cassini (volutamente non seduta nello stesso tavolo della Muti che l\’ha ignorata per tutto il tempo), Agnese Nano, Angela Melillo (seduta vicina a Flavio Montrucchio e Alessia Mancini, impegnati a \”tubare\” tutta la sera), gli attori Philipe Leroy e l’on. Ignazio La Russa, forse il più grande presenzialista delle Notti Romane e il più simpatico, insieme al figlio (Girolamo) anche lui abitué delle feste più esclusive a Milano. A riguardo, l\’onorevole ha simpaticamente commentato: \”E\’ vero, mio figlo gira troppo\”.

Presenti anche moltissimi altri volti propri della Roma by Night a cominciare dai Giovannelli (Padre e Figlio), Elisabetta Mauro (Ufficio Stampa del Gruppo E.P.) e moltissimi altri che si sono alternati tra la zona Vip e quella American Bar, gremita di gente, tutta seriamente intenzionata a festeggiare l\’apertura dello splendido ristorante.

 

domenica 11 gennaio 2009